FISIOTERAPIA – OSTEOPATIA

Dott. Nicolò Colombo

Golf - Fisioterapia e Osteopatia Legnano

Golf

Il golf è uno sport dalle alte richieste tecniche che richiede ai giocatori di completare un giro di 18 buche nel minor numero possibile di colpi. Durante un torneo possono essere eseguiti più 2000 swing tra la pratica e la competizione stessa. Le forze di compressione sulla colonna vertebrale sono superiori a 7000 N (Newton) e le forze di taglio possono arrivare fino a 600 N durante il gesto tecnico dello swing completo.

Come la maggior parte degli atleti e degli appassionati dello sport all’aperto outdoor, i golfisti possono avere alcuni dolori, fastidi e infortuni. È bene quindi concentrarsi non solo su come curare queste problematiche ma, in particolare, come evitare che questi problemi si verifichino in primo luogo.  

I motivi principali per cui i golfisti si infortunano, e quindi gli aspetti che il fisioterapista deve considerare durante la valutazione e l’anamnesi, sono: 

  1. Corpo troppo rigido: se manca la flessibilità, uno swing nel golf metterà a dura prova le parti sbagliate del corpo. Infatti, invece di distribuire in modo armonico l’energia attraverso il corpo, si può scoprire come la parte bassa della schiena, ovvero la lombare, o i fianchi assorbano la maggior parte del carico. 
  2. Non ascoltare il proprio corpo: il dolore è un modo del nostro corpo di dire che qualcosa non va. Forse si sta esagerato con gli allenamenti o un precedente infortunio non è completamente guarito. Un motivo comune per gli infortuni è semplicemente giocare troppo a golf quando il corpo non è in grado di gestirlo.  
  3. Non rinforzare muscoli, tendini e legamenti: lo swing del golf è un movimento incredibilmente complesso e richiede un corpo forte per eseguire correttamente e senza infortuni. Spesso il rinforzo muscolare e il lavoro in palestra viene sottovalutato. 

Analizziamo ora i principali tipi di lesioni.  

Parte superiore del corpo

  1. Gomito: comunemente noto come gomito del golfista è una tendinopatia mediale del gomito.
  2. Lesioni al polso: dovute alla mancanza di forza e la quantità di shock che deve essere assorbita quando la mazza colpisce la palla (o colpisce accidentalmente una roccia).
  3. Lesioni della cuffia dei rotatori: se le spalle sono rigide, i muscoli subiranno un colpo violento ogni volta che viene eseguito lo swing. È importante dunque lavorare sulla mobilità e il rinforzo muscolare. 

Tronco e schiena

  1. Lombare: il movimento improvviso e violento dell’esecuzione di uno swing esercita un’enorme quantità di pressione sulla parte bassa della schiena.
  2. Bacino: una corretta separazione tra la parte superiore e inferiore del corpo nello swing del golf significa una buona rotazione pelvica. Se non c’è, il corpo compensa con posizioni più stressanti.

Parte inferiore del corpo

  1. Ginocchia: è un’articolazione che è sottoposta a torsioni e rotazioni ad ogni swing. Le ginocchia danneggiate faranno fatica a gestire l’energia esplosiva generata dal movimento tecnico.
  2. Caviglie: proprio come le ginocchia, le torsioni e le rotazioni possono esercitare molta pressione sulle articolazioni della caviglia.
  3. Piedi: anche se non sono molto influenzati dallo swing del golf, tutto quel camminare e stare in piedi può essere duro per i piedi, generare stanchezza e poca lucidità durante la competizione. Un’attenta analisi di quelli che sono i problemi, i fattori di rischio, le posture, i compensi e le debolezze muscolari consente di creare un percorso riabilitativo e, ancora meglio, un percorso di prevenzione per evitare infortuni fastidiosi che possono interrompere l’attività che più ci piace.

Per ulteriori informazioni o per prenotare una visita  presso il nostro studio di Legnano, non esitare a contattarci!

Fascite Plantare - Fisioterapia e Osteopatia Legnano

Fascite Plantare

La fasciopatia plantare, conosciuta anche come fascite plantare, è il risultato di uno stato degenerativo delle fibre collagene della fascia plantare, tessuto fibroso che si trova sotto la pianta del piede, al di sotto della cute, e che nasce dal calcagno e si ancora alla base della parte anteriore del piede.

E’ una problematica che coinvolge il 7 % della popolazione generale, riguarda circa il 10% di tutte le patologie del piede e l’8% degli infortuni nella corsa. È associata ad una diminuzione della qualità di vita che include isolamento sociale, una bassa percezione dello stato di salute e ridotte capacità funzionali. Solitamente affligge le persone di mezza età e gli anziani sedentari ma può presentarsi anche nei runner.

I sintomi clinici sono:

  • dolore sotto al calcagno, che può espandersi fino alla base delle dita del piede.
  • rigidità mattutina (dolore alla base del piede ai primi passi);
  • dolore che peggiora all’inizio delle attività sportive e che si riduce nel corso delle attività per poi peggiorare, nuovamente, al termine delle attività stesse.

Il paziente che si presenta dal fisioterapista potrebbe avere dei fattori di rischio predisponenti che sono:

  • limitazione del ROM in dorsiflessione di caviglia (portare la punta del piede verso l’alto).
  • essere sovrappeso.
  • corsa in strada in runners con retropiede varo.
  • attività lavorativa che richiedono di stare spesso in piedi
  • sovraccarico muscolare dovuto all’attivià sportiva.
  • riduzione di forza dei muscoli intrinseci del piede.

Il fisioterapista specializzato in problematiche muscoloscheletriche sarà in grado di determinare se si tratta di fascite plantare attraverso:

  • la palpazione di zone specifiche del calcagno che, evocheranno il dolore del paziente che potrà essere localizzato nella zona di pressione o irradiato anche alla parte laterale del piede o lungo tutta la pianta fino alle dita;
  • windlass test: una manovra molto specifica per la fascite plantare che consiste in movimenti dell’alluce sia con il paziente seduto che con il paziente in piedi.

I rimedi e le cure principali sono l’utilizzo di un bendaggio funzionale detto Low dye taping, lo Stretching quotidiano della fascia plantare (10 rip di 10 sec x 3 serie al giorno), che risulta più efficace delle onde d’urto nel ridurre il dolore in acuto e, infine, l’esercizio terapeutico. Il fisioterapista esperto consiglierà esercizi di rinforzo per i muscoli che controllano la pronazione e attenuano le forze durante le attività di carico.

Per quanto riguarda la prognosi, gli studi mostrano come il decorso clinico della fasciopatia plantare sia positivo, con l’80% dei pazienti che ha una completa risoluzione dei sintomi entro 12 mesi.

In caso di dubbi, sintomatologia persistente o sintomi riconducibili ad altre patologie, possono essere prescritte radiografie (RX), risonanza magnetica ecografia per approfondire il quadro clinico del paziente che potrebbe non avere una fascite plantare.

 

Guarda il video di spiegazione su Instagram https://www.instagram.com/p/Cr6c-apMt2O/ e seguimi per altri contenuti!

Per ulteriori informazioni o per prenotare una visita presso il nostro studio, non esitare a contattarci!

L’importanza della prima seduta: Anamnesi e Valutazione Iniziale

Se sei alla ricerca di un osteopata o fisioterapista, è importante che tu sappia quanto sia cruciale la prima seduta. In questa fase, il professionista avrà bisogno di raccogliere tutte le informazioni possibili riguardo alla tua storia clinica e allo stato attuale del tuo corpo. Questo gli permetterà di effettuare una valutazione iniziale accurata, che gli darà le basi per sviluppare un programma di trattamento personalizzato e mirato. In questo articolo, esploreremo l’importanza dell’anamnesi e della valutazione iniziale nella prima seduta.

Anamnesi: raccolta delle informazioni sul tuo stato di salute

L’anamnesi è la fase in cui il professionista ti farà una serie di domande riguardanti la tua storia clinica e il tuo stile di vita. Potrebbe chiederti se hai mai subito un infortunio, se hai problemi di salute cronici o se soffri di dolori muscolari o articolari. Inoltre, il professionista potrebbe chiederti informazioni riguardo al tuo stile di vita, come ad esempio la tua dieta, l’attività fisica che svolgi, la tua postura e le tue abitudini quotidiane.

L’obiettivo dell’anamnesi è quello di raccogliere tutte le informazioni necessarie per comprendere il tuo stato di salute e identificare eventuali problemi. Questa fase è fondamentale per garantire un trattamento personalizzato e mirato, in grado di soddisfare le tue esigenze specifiche.

Valutazione iniziale: identificare eventuali problemi di salute

La valutazione iniziale è la fase in cui il professionista effettuerà una serie di test per valutare il tuo stato di salute. Questi test potrebbero includere la valutazione della tua postura, la valutazione della tua mobilità articolare e la palpazione dei tuoi muscoli e delle tue articolazioni.

In questa fase, il professionista sarà in grado di identificare eventuali problemi di salute e di stabilire un programma di trattamento personalizzato. La valutazione iniziale è importante perché permette di identificare eventuali problemi nascosti, che potrebbero peggiorare nel tempo.

La valutazione iniziale è fondamentale per garantire un trattamento personalizzato e mirato, in grado di soddisfare le tue esigenze specifiche. Inoltre, ti darà un’idea di come il professionista lavora e di cosa aspettarti dal trattamento.

Trattamento personalizzato: iniziare il percorso di cura

Una volta completata l’anamnesi e la valutazione iniziale, il professionista sarà in grado di sviluppare un programma di trattamento personalizzato, che tenga conto delle tue esigenze specifiche. Il programma di trattamento potrebbe includere una combinazione di tecniche di osteopatia, fisioterapia e terapia manuale.

Il trattamento personalizzato ti darà la possibilità di iniziare il percorso di cura, che ti porterà gradualmente verso una maggiore mobilità, flessibilità e benessere. È importante ricordare che ogni persona è unica e ha esigenze differenti. Per questo motivo, un programma di trattamento personalizzato è fondamentale per garantire risultati duraturi.

L’importanza della prima seduta

In definitiva, la prima seduta è un momento cruciale per iniziare un percorso di cura efficace. L’anamnesi e la valutazione iniziale sono fondamentali per comprendere il tuo stato di salute e identificare eventuali problemi. In questo modo, il professionista sarà in grado di sviluppare un programma di trattamento personalizzato e mirato, in grado di soddisfare le tue esigenze specifiche.

Inoltre, la prima seduta ti darà l’opportunità di comprendere come il professionista lavora e di cosa aspettarti dal trattamento. Questo ti aiuterà a creare una relazione di fiducia con il professionista e a sentirsi maggiormente supportato nel tuo percorso di cura.

In conclusione, se sei alla ricerca di un osteopata o fisioterapista, assicurati di trovare un professionista che dedichi la giusta attenzione alla prima seduta. Questo ti darà la possibilità di avviare un percorso di cura personalizzato e mirato, in grado di soddisfare le tue esigenze specifiche e di portarti verso una maggiore mobilità, flessibilità e benessere.